Tra gli italiani si è radicata l'idea che chi ruba in grande esercita un diritto e chi si attiene alle regole è uno stupido perciò credo che sia necessaria una grande opera di rinnovamento che comincia dalle scuole. Bisogna restituire un senso alle parole: chi ruba è un ladro, anche se invece della rapina sceglie l'evasione; chi sporca le strade è un debitore che dovrà rimborsare il suo danno; chi è raccomandato va cacciato perché raccomandato e dunque usurpatore del lavoro dei meritevoli. Questo è solo un elenco di alcune cose immensamente difficili eppure necessarie. Io credo che ci sia un denominatore comune fra comportamenti tanto diversi e tutti disonesti, alcuni gravissimi (rubare, in tutti i sensi in cui si può rubare alle persone o allo Stato), altri solo di sgarbo e mancanza di attenzione per gli interessi di tutti, come se ognuno fosse solo al mondo e dovesse stare attento solo a ciò che gli conviene. È qui che vedo un filo di connessione che potrebbe esserci e non c'è. Ed è qui che vedo il danno più grave di anni e anni di ottuso e cieco berlusconismo e leghismo, una scuola di egoismo a cielo aperto che ha incattivito un intero Paese. D'accordo, non siamo famosi per la cura dei beni comuni del nostro Paese. Ma lo siamo stati, specialmente nei piccoli centri che adesso sono incattiviti dalla Lega al Nord e dai vari potentati locali del Sud, quando esisteva, come mostrano cinema e letteratura, un po’ di cura per gli altri, l'idea di un vivere insieme che creava solidarietà e sostegno reciproco.
L'Italia, adesso, è solitudine e insofferenza per gli altri. Giorni fa ho sentito in televisione un giovane immigrato dire (pensate, dire dell'Italia, non dell’Alabama prima di Martin Luther King): “Voi ci trattate come animali domestici, qualche volta meglio, qualche volta peggio, ma sempre come animali che devono stare al loro posto”. Ma penso ai disabili, mai così soli in Italia. Penso a quel signore romano a cui hanno restituito il padre vecchio e malato, sottratto dalla polizia alle angherie di una cosiddetta “Casa di Riposo” che ha chiesto al funzionario che gli consegnava il congiunto: “Ma siete sicuri che lo trattavano così male?”.
C'è volontariato generoso in Italia, ma manca altruismo, un sentimento fondamentale che garantisce la continuazione delle comunità in condizioni civili e benevole, o (quando manca) condanna a cercare sempre condanne e colpevoli.
F.C. – F.Q.






