lunedì 8 febbraio 2010

“PARONI A CASA NOSTRA”?

Il candidato a presidente della Regione, Luca Zaia, si è dichiarato contro gli OGM e le centrali nucleari nel Veneto e lo va dicendo continuamente negli incontri della sua campagna elettorale.

Peccato che, intervistato da un giornalista del Sole 24 Ore del 07 Febbraio scorso, uno dei “padroni” di Zaia e Co., il lombardo Calderoli, abbia affermato testualmente: “(Queste) sono semplici posizioni personali che non rispecchiano la posizione della Lega. Noi abbiamo sempre avuto cura per la sicurezza dei cittadini, sotto tutti gli aspetti. Una volta avuta la certezza che dal nucleare non deriveranno problemi ma solo benefici, ad esempio sui costi dell’energia, rinunciarci per motivazioni ideologiche non avrebbe senso. Tanto più che nelle decisioni verranno coinvolti i territori”.

Sapendo bene con chi abbiamo a che fare nella Lega Nord, posso dire che oltre a non conoscere assolutamente il problema del nucleare, il “dentista lombardo” dimostra ancora una volta che della sicurezza dei Cittadini la Lega Nord ne abbia sempre e solo fatto uno strumento elettorale!

"PRIMA I VENETI" recita lo slogan elettorale di Zaia. Prima dove? Sarebbe ora che i Veneti aprissero gli occhi….


WalBi


UN PROGETTO POLITICO CORAGGIOSO E MODERNO

"Oggi più che mai la politica deve ritrovare il senso della sua libertà, dignità, autorevolezza, nell’ottica del "Bene Comune". E l’esperienza civica di questi anni a livello Veneto, ha voluto significare proprio l’impegno per valorizzare le persone, il territorio e i programmi concreti per rigenerare la politica dal basso, dal vissuto quotidiano dei cittadini e dalla vita dei municipi locali”.

E’ questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento del consigliere regionale Marco Zabotti, rappresentante a Venezia della Rete Civica Veneta, nell’incontro pubblico su “Una nuova politica, civica e popolare”, svoltosi venerdì a Conegliano, relatori insieme a Zabotti il deputato Antonio De Poli, segretario regionale Unione di Centro e candidato presidente alla Regione Veneto, il deputato Massimo Calearo, referente veneto di Alleanza per l’Italia, e il consigliere comunale coneglianese Enzo Perin, capogruppo di “Lista Perin-Intesa Civica per Conegliano”.

Sala gremita, tante presenze importanti, e molti applausi di consenso al Ridotto dell’Accademia per l’occasione, nella quale è stato presentato il libro “La Libertà e la Speranza-Una politica per il bene comune" scritto da Marco Zabotti, che ha parlato in particolare dell’essenziale ruolo dei cattolici, della vicenda civica in Veneto e a Nordest e dei maggiori temi per il Veneto di oggi e di domani.

De Poli e Calearo hanno citato a più riprese i contenuti del libro di Zabotti e la necessità di una politica concreta di valori e di programmi, confermando la novità di un progetto politico “coraggioso e moderno” che vedrà insieme alle prossime regionali l’Unione di Centro, Alleanza per l’Italia, le civiche venete e gli autonomisti regionali.


WalBi

domenica 7 febbraio 2010

PERCHE’ NON RICONVERTIRE LA FABBRICA FIAT DI TERMINI IMERESE?

La Fiat al Sud chiude, le fonderie chiudono per mancanza di competitività energetica, molte famiglie sono sul lastrico proprio in un periodo di recessione mondiale che sarà difficile recuperare a breve, il Governo (alcuni forsennati del business!) vuole farci ingoiare il rospo delle centrali nucleari a tutti i costi già bocciato, anni fa, da un referendum popolare e che è, a mio parere, da ribocciare per l’esaurirsi della materia prima, oltre che per il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.

Altrove si guarda al futuro con un brevetto, guarda caso, proprio italiano, il Totem, scaduto e dimenticato nel cassetto da logiche monopolistiche che hanno voluto e vogliono, tuttora, favorire le multinazionali del petrolio.

In Germania, per esempio, si è dato il via al progetto “Ecoblue” che darà a quel Paese posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico così come lo è stato per il settore fotovoltaico (circa 150.000 addetti nel 2008!).

“EcoBlue” è una “mini centrale” termoelettrica a gas destinata all’economia domestica. Dietro al progetto c’è la Lichtblick, una società di Amburgo operante nel campo delle energie verdi, che si è accordata con la casa automobilistica Volkswagen per portare questa iniziativa sul mercato nazionale nella primavera del 2010.

Al colosso tedesco il compito di fornire i propri sofisticati motori a metano, simili a quelli utilizzati nella Golf per la realizzazione di impianti in formato assolutamente familiare.

La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento in cui si vive, e trasmette l’esubero di produzione di energia ad un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete.

Lichtblick, conta di vendere a partire dal 2010 ben 100.000 unità per creare l’equivalente di una stazione da 2.000 MW di potenza l’equivalente dell’energia erogata da due centrali nucleari.

In realtà EcoBlue è stato pensato per funzionare come un unico sistema virtuale: le minicentrali private saranno infatti collegate tra loro in rete e saranno in grado di immettere nella rete elettrica convenzionale l’energia in eccesso o conservarla per i momenti di maggiore necessità.

Funziona così: La mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o una piccola moderna caldaia. Dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento.

Il cuore dell’apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.

La produzione di energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre 99mila 999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche.

Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “fitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.

Questo si fa in Germania. Da noi, invece, è meglio parlare di veline, di escort, di Grande Fratello, di gratta e vinci, di ricchi premi e cotillons, piuttosto che pensare ad una riconversione della Fiat al Sud e conservare i posti di lavoro a migliaia di persone….


WalBi


Link: Quel TOTEM nascosto in cantina...


Link: La microcogenerazione


sabato 6 febbraio 2010

ALLONS ENFANTS DE LA PATRIE….

Sono a Parigi per il tour « Incredible Italy ». ‘In France tout est plus facile’. L'Europa è cambiata in questi dieci/quindici anni. In meglio. L'Italia è una foresta pietrificata. Incomprensibile dall'estero. Per capirla ci vuole un traduttore culturale, uno politico, uno sociale. L'Italia è un mondo a parte. Il Jurassic Park del continente europeo. Un cesto di serpenti in cui si incrociano la massoneria, i poteri deviati dello Stato, una criminalità organizzata di livello mondiale. Un luogo metafisico, in cui lo Stato della Chiesa comanda e ordina, le televisioni raccontano di un Paese delle meraviglie, i politici sono più stagionati della mummia di Lenin e la maggior parte dei cittadini vive immersa un sonno senza tempo. Qui è diverso, il fatto più strano è che le cose funzionano. Non ero più abituato a treni puliti, marciapiedi senza macchine parcheggiate, piste ciclabili, gente che sorride per la strada, famiglie con i bambini per mano. Visti da qui "les italiens" sembrano alieni. Non fanno paura, ma invece dovrebbero. Il contagio è un attimo. Chi ha inventato il fascismo in Europa? L'Italia, ma noi abbiamo Fini, ormai democristianizzato, qui Le Pen. Quando fu introdotto il primo coniglio in Australia nessuno se ne preoccupò. Poi si moltiplicò a milioni divenne peggio della piaga delle locuste. Noi siamo così: affabili, disponibili, quasi teneri, con "quegli occhi allegri da italiano in gita". Il mio compito è di avvertire la popolazione europea del pericolo. Il romanzo 1984 di George Orwell si è avverato in Italia. Tutto è sotto controllo, anche il dissenso. Perché non può avvenire qui, nella "Douce France", o in Svizzera? In Germania o in Danimarca? I francesi sono, tra i popoli europei, quelli più a rischio. Negli ultimi duemila anni sono stati occupati per quattrocento anni dai Romani e per quattro da Mussolini nella seconda guerra mondiale. Negli altri periodi hanno importato dall'Italia ogni cosa possibile, con una vera passione per l'arte. Il francese è un cleptomane dell'Italia, ma non vuole farlo sapere in giro. Il Louvre senza le opere del Rinascimento chiuderebbe i battenti. Leonardo ha passato qui l'ultimo periodo della sua vita. L'unico luogo in cui i Papi sono stati ospitati fuori dall'Italia è stato Avignone. In quel caso, però, si sono accorti dell'errore e ce li hanno restituiti. In cambio hanno voluto la Gioconda e poi Nizza e la Savoia. La rivoluzione è nata a Parigi insieme alla ghigliottina. Noi abbiamo avuto, più modestamente, piazzale Loreto e al posto di Napoleone, Berlusconì.

Dal Blog di Beppe Grillo

SE LO DICE L'AVVOCATO TAORMINA…

SONO STATO FATTO FUORI DAL PARTITO PER UNA CONGIURA DI AVVOCATI E PROFITTATORI - “Malaffare alle spalle del sultano Berlusconi”

Era l'avvocato degli eccellenti: Craxi, Forlani più Gava e Ciarrapico. Era telegenico, ospite di Bruno Vespa. Era un deputato di Forza Italia, sottosegretario e influente consigliere di corte. Carlo Taormina sorseggia un tè nel suo studio di piazza Caovur. Giura: “Non parlo per vendetta. Dico la verità”. Ha iniziato la redenzione nell’ultima puntata di Annozero .

Chi l'ha cacciata da Fi?

C'era un'operazione.

Ordita da chi?

Fabrizio Cicchitto mi ha escluso dalle liste politiche. Niccolò Ghedini mi ha scavato la fossa.

Il collega che l'ascoltava stizzito ad Annozero.

C'è un fatto preciso: commissione giustizia, ex Cirielli sul tavolo per salvare Cesare Previti. Dovevamo includere processi in Appello e in Cassazione, e invece Cesare resta all'asciutto. Noi da una parte, Gaetano Pecorella e Ghedini dall'altra.

Invidie nel palazzo.

Ghedini fa fuori Pecorella, vince la partita. Comanda lui. Non pensavo fosse scorretto. Non vengo inserito alle politiche. Chiamo, mi rassicura: 'Tranquillo, un disguido'.

E’ la mente delle leggi ad personam?

No, il coordinatore è Previti. Il più intelligente. Ghedini ha chiesto un posticino per Piero Longo, un pupazzo.

Lascia per una crisi morale?

Definizione impropria. Lascio perché schifato. Facevo politica, vivevo il partito. Avevo un movimento, confluito nei circoli di Dell'Ultri.

Scrive a Sandro Bondi.

Per provocarlo: Sandro, facci sognare, firma una lettera. Tu sei il coordinatore !

Cicchitto il vice.

La gestione della triade (con Verdini) non mi piaceva. FI era inesistente, Pdl è doppiamente inesistente. C'era gente incapace, arrogante e disonesta.

Disonestà?

A qualsiasi livello: dirigenti nazionali, regionali, comunali. C'era affarismo. Gente che intascava soldi utilizzando la tessera di Forza Italia per accreditarsi.

Tangenti?

No. Erano affari dei capi del partito. A titolo privato: c'è una discarica o un immobile da costruire, cercano spazio

e fanno soldi. Approfittavano della loro posizione. Il partito veniva sfruttato. Questi pensano ai cazzi loro.

Nemmeno al capo.

Il sultano. Siamo in un regime: la democrazia è in pericolo. Mi facevano schifo i soldi e mi faceva schifo fare il servitore. Se cerchi di fare opposizione a Berlusconi, prima vieni blandito e poi fottuto. E' in pieno delirio di onnipotenza.

E il freno Gianni Letta?

Sono convinto: Letta è un altro che conta un cazzo.

E Giulio Tremonti?

Mi fa ridere: quando credi di essere autonomo, sei manovrato. Se Tremonti è ministro vuol dire che la testa di Berlusconi è in Tremonti.

La sua firma per gli ordini del capo.

Non siamo nemmeno riusciti a fare gli esecutori: dal falso in bilancio alla prescrizione, progetti quasi abortiti.

Legittimo impedimento.

La norma più anticostituzionale del mondo. Berlusconi ora punta a lodo Alfano bis. Dipende da Mills.

Dalla Cassazione.

E che succede? Un gravissimo accerchiamento. Stanno per prolungare l'età pensionabile, da 75 a 78 anni, per consentire a Carbone, al primo presidente, di restare in sella altri tre anni e poi trasferirlo alla corte Costituzionale.

Mentre la Cassazione deve pronunciarsi su Mills. Leggo che il figlio di Carbone lavorerebbe alla presidenza del Consiglio.

Un pasticcio.

Peggio. La più dannosa delle leggi ad personam. Perché l'Anm di Palamara non protesta? Dobbiamo combattere.


Fonte: IL FATTO di oggi


venerdì 5 febbraio 2010

ANCA EL MONA QUANDO CH'EL TASE EL FA 'NA BEA FIGURA....

"Servi di Israele”. Mahmoud Ahmadinejad, presidente iraniano, attacca per la seconda volta la svolta filoisraeliana inaugurata con decisione da Berlusconi durante la sua visita a Gerusalemme. Il pensiero del governo iraniano è apparso sul sito in italiano della radiotv di Stato iraniana: “Dopo aver sparato dichiarazioni decisamente discutibili sull'Iran il premier italiano è arrivato a dire che la guerra contro Gaza fu giusta”. Un annuncio di sostanziale irrigidimento dei rapporti tra l'Italia e l'Iran propedeutico a un’interruzione dei rapporti commerciali tra i due Paesi, a partire da quelli più consistenti con l'Eni. E ieri a Bruxelles l'ad del “cane a sei zampe”, Scaroni, ha voluto chiarire che l'Eni rispetterà “i due contratti stretti con l'Iran nel 2000 e nel 2001”, “ma in futuro ci si asterrà dal farne di nuovi”. Tutto finito, dunque, con l'Iran? Berlusconi, con questa mossa, ha voluto solo ufficializzare il rinnovo del patto di fedeltà con l'America di Obama, che non digerisce l’amicizia personale con Putin. La politica estera di Berlusconi, però, ha sempre sfaccettature diverse. E dietro l'ufficialità, il premier sta muovendo gli uomini più fidati per non rompere davvero i rapporti. Così, come sempre quando si tratta di Paesi arabi, è sceso in campo Tarak Ben Ammar, il vero ministro degli Esteri di Berlusconi, per evitare con Ahmadinejad rotture pericolose.

Fonte: IL FATTO di oggi

mercoledì 3 febbraio 2010

LA LEGGE SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, IN PILLOLE

Per il premier, chiamato a comparire in udienza in veste di imputato, costituisce legittimo impedimento “il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti”. È questo il principio su cui si basa il disegno di legge Costa (Pdl) e Vietti (Udc).

Attività coessenziali - Dopo l’elenco delle norme che indicano le funzioni di premier e ministri, si spiega che saranno comunque oggetto di legittimo impedimento anche tutte quelle attività “coessenziali” alle funzioni di governo. Termine, nota l’opposizione, peraltro non presente nel vocabolario classico della lingua italiana. Il giudice, su richiesta di parte, in caso di legittimo impedimento, dovrà rinviare il processo ad altra udienza.

Certificazione di Palazzo Chigi - A certificare che esiste un impedimento “continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni”, sarà la presidenza del Consiglio.

Prescrizione - Il corso della prescrizione rimane sospeso per tutta la durata del rinvio. Il che significa che si sospende il corso della prescrizione quando c’è “la sospensione del processo per ragioni di impedimento delle parti e dei difensori o su richiesta dell’imputato o del suo d i fe n s o re ”. In caso di sospensione “l’udienza non può essere differita oltre il sessantesimo giorno successivo alla prevedibile cessazione dell’impedimento, dovendosi avere riguardo in caso contrario al tempo dell’impedimento aumentato di sessanta giorni”. La prescrizione riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione. Si applica ai processi in corso - Le disposizioni contenute nel provvedimento si applicano anche ai processi in corso in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della legge.

La legge costituzionale - Il testo si applica “fino all’entrata in vigore della legge costituzionale” che dovrà contenere “la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio e dei ministri”. E che dovrà anche fare riferimento alla “disciplina attuativa delle modalità di partecipazione” di premier e ministri ai processi. Comunque l’efficacia del provvedimento non potrà durare più di 18 mesi dalla sua entrata in vigore, salvi i casi previsti dall’articolo 96 della Costituzione nel quale si parla della possibilità di sottoporre alla giurisdizione ordinaria il presidente del Consiglio e i ministri per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, previa autorizzazione delle Camere di appartenenza.

“Sereno svolgimento del governo” – È questo (!) l’obiettivo dichiarato nella norma.


HANNO DETTO…

Il leader Pd: “Si autogiustificano” “Ora premier e ministri per non presentarsi al processo si faranno la giustificazione da soli”

Alfano: “Non è un privilegio” “Non è un privilegio ma un diritto a essere processati senza che questo impedisca di governare”

Boniver: “E adesso l’immunità” “Spero in un percorso più rapido per ripristinare la nostra Carta, reintroducendo l’immunità”


Fonte: IL FATTO di oggi