domenica 25 maggio 2008

sabato 10 maggio 2008

L'etanolo diventa la seconda fonte energetica del Brasile.

A Rio de Janeiro puoi fermarti con l'auto e fare rifornimento in una stazione della Petrobras. Scegli: ci sono gasolio, benzina, bioetanolo o bio-diesel.

Altri luoghi: il biocarburante e gli altri derivati della canna da zucchero hanno per la prima volta superato l'energia idroelettrica come seconda fonte del paese, secondo l'annuale studio di settore diffuso giovedì.

L'etanolo nel 2007 ha contato per il 16% dell'energia totale prodotta in brasile, un punto e mezzo in più dell'idroelettrico: l'incremento? 14.5% rispetto all'anno precedente.

Il petrolio con il suo 36% resta in testa alle fonti energetiche Brasiliane, ma non sembra più irraggiungibile: "La ragione principale di questa crescita è nell'avvento massivo dell'etanolo, la cui domanda ammonta a 20 miliardi di litri", segnala il rapporto.

Più dell'80% delle auto Brasiliane sono costruite per marciare con petrolio o etanolo, o con una combinazione tra i due: il Brasile è indipendente nella produzione di carburanti, consumando 1,73 miliardi di barili e producendone 1,75.

Traduzione:nel 2007 ha esportato 421.000 barili e ne ha importati 3000 di meno.

E noi, quando imboccheremo la strada Carioca?



Fonte§: okNotizie.alice.it

giovedì 8 maggio 2008

Fedeltà alla bandiera tricolore...

“Giuro fedeltà alla bandiera tricolore, ma poi la butto nel cesso”

Umberto Bossi è Ministro della Repubblica. Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. Durante un comizio a Venezia ad una cittadina che sventolava il tricolore ha urlato: “Quella buttala nel cesso!

Roberto Calderoli è Ministro della Repubblica. Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. Ha definito “una porcata” la vigente legge elettorale di cui è autore. Nel 2006 dovette dimettersi da Ministro dopo le tensioni internazionali (e gli 11 morti) causate da una sua presa in giro di Maometto.

Mara Carfagna è Ministro della Repubblica. E’ una “velina prestata alla politica”. I maligni si soffermano sul gossip e ricordano quando la ex miss Italia mancata (giunse sesta) fu oggetto delle galanterie del Cavaliere al punto da scatenare l'ira della signora Veronica Lario quando il marito, in diretta tv, rivelò che avrebbe sposato subito la sua pupilla ex soubrette se non fosse già impegnato.

A questi campioni aggiungiamo il Presidente del Consiglio Berlusconi. Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. E’ implicato in decine di inchieste giudiziarie alle quali cerca di sfuggire (purtroppo riuscendoci) da 15 anni a questa parte. E’ “pregiudicato e spergiuro”. E’ stato infatti accertato (non è mai stato assolto) che ha dichiarato il falso sotto giuramento ai giudici di Venezia che lo interrogavano sulla sua appartenenza alla P2.

Ma che bella compagnia!

Conclusione. Quale credibilità può avere un governo del genere? Quale rispetto possiamo attenderci nel contesto politico internazionale?


Fonte: Sen. Antonio Borghesi, Italia dei Valori

lunedì 5 maggio 2008

Dopo più di 15 anni di Lega Nord chi ci ha guadagnato?

Sarebbe ora che i Veneti aprissero gli occhi!

Negli anni ’80 nasce la Liga Veneta con Tramarin e Rocchetta, ricordate? Nel 1992, arriva il capo della Lega Lombarda, elimina Rocchetta, fonda la Lega Nord e si porta via i voti del Veneto.

Cosa ha ricevuto in cambio la nostra regione con la “santa alleanza” delle varie Leghe proposta ed attuata da Umberto Bossi? Nulla!!!

Tant’è vero che dopo il lusinghiero risultato elettorale del 1996 con un buon 10% alle Politiche, oltre alla “virata secessionista” della Lega Nord, abbiamo potuto assistere ad una sistematica distruzione del suo apparato politico-organizzativo con l’allontanamento, dal partito, delle migliori teste pensanti (da Miglio a tutti gli altri…).

Bossi, infatti, è un leader che ha trasformato la (sua) Lega in una vera e propria setta politica a proprio uso e consumo; al punto tale che dal 2001 ha, perfino, deciso di metterla a servizio del suo più grande nemico definito, fino a pochi mesi prima, “il mafioso di Arcore”!

Ecco che le giuste aspirazioni del Popolo veneto, dimenticate soprattutto dai leghisti veneti che hanno trovato una comoda poltrona a “Roma ladrona”, sono state, finalmente, soffocate!

Dovremmo domandarci: chi ci ha guadagnato in tutto questo? Certamente non il Veneto, ma sicuramente quel sistema meridionale e mafioso contro il quale era proprio nata la Łiga Veneta di Franco Rocchetta e che, solo a parole, anche il “lombardo” e la (sua) Lega Nord dicevano di voler combattere!

A questo punto viene da pensare che Umberto Bossi e la (sua) Lega Nord siano il frutto di un più astuto progetto politico avviato con l’unico scopo di mettere, finalmente, a tacere le giuste intemperanze del Popolo veneto. I Veneti, infatti, dopo aver votato per più di 15 anni Lega Nord, devono continuare a lavorare, a pagare e… tacere!

A riprova di ciò, nei cinque anni dell’ultimo Governo Berlusconi, abbiamo ben visto chi rappresentava i Veneti! Sapete quanti ministri, ad esempio, ha avuto il Veneto? Nessuno!!! Le decisioni importanti per il Veneto le devono prendere sempre altri!

Allora, diciamocelo chiaro: il “nostro” Bossi e la (sua) Lega Nord per chi stanno lavorando? Sicuramente non per il Nord né, tantomeno, per il Veneto. Infatti, dopo l’alleanza politico-elettorale con il “Berluska” nella cosiddetta “Casa delle Libertà”, il “redditizio” apparentamento alle elezioni politiche del 2006 con il partito autonomista (?) siciliano del signor Lombardo (che ha portato alla Lega di Bossi una valanga di voti dal Sud!) la dice lunga…..

Ecco che oggi, ancora una volta, vinte le elezioni con il P.d.L. sull’onda del berlusconismo e rispolverata l’idea della secessione, la Lega Nord ci ripropone nuovamente il ritornello del Federalismo. Un Federalismo per il quale né Bossi né la Lega Nord hanno mai avuto le idee chiare e che, in cinque anni di governo, non hanno mai voluto portare a compimento per non mettere a repentaglio la propria ragione di esistere.

Sono i Veneti che dovrebbero, invece, finalmente seccedere da Bossi e dai suoi “adepti” perché su tutto questo chi ci ha guadagnato è, sicuramente, la Mafia la quale, grazie alla Lega Nord, ha raggiunto il suo obiettivo.



giovedì 1 maggio 2008

La colonna infame.

L’agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. Chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato.Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’agenzia delle entrate.
I nullatenenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato.
Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto.
Gli odi familiari troveranno libere manifestazioni, chi non ha concesso un prestito in famiglia e ha un alto reddito sarà finalmente smascherato.
Follia, questa è follia. Dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere.
Inviamo una mail al prossimo ministro dell’Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l’accesso a chiunque di dati sensibili privati.
Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l’ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali conseguenze.

Dal Blog di Beppe Grillo

mercoledì 30 aprile 2008

Il diritto di conoscere i redditi dichiarati e le tasse pagate

L'altro giorno l'Agenzia delle Entrate ha reso pubbliche le dichiarazioni dei redditi del 2005 dei contribuenti italiani. Così prevede una legge fin qui mai applicata. Oggi il Garante per la Privacy ha sospeso l'accesso al sito. L'articolo 53 della nostra Costituzione afferma che: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". Dunque dichiarare i propri redditi è un obbligo imposto dalla Costituzione. Se è così ogni contribuente deve avere il diritto di conoscere quanto viene dichiarato dagli altri. Solo così vi può essere un giusto controllo sociale. Di fronte a questo diritto all'informazione non può essere opposto alcun principio di privacy. La legge non può tutelare la "privacy" di potenziali evasori. E chi fa il suo dovere non può avere nulla da nascondere e quindi non può essere in alcun modo danneggiato dalla pubblicazione di quanto ha dichiarato al fisco. Ognuno di noi ha il diritto di sapere se il suo vicino di casa, che magari ha un tenore di vita visibilmente più elevato, assolve al suo obbligo di contribuire pagando più tasse. Senza trasparenza non ci può essere democrazia!.

Fonte: On.le Antonio Borghesi - Italia dei Valori

sabato 26 aprile 2008

V-Day2 --- LA VERITA'

Il virus della verità

Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione.
Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete.
Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità.
Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube.
Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
Per un nuovo Rinascimento.

Una parte del mio intervento in Piazza San Carlo a Torino.

"Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non è nella Nato, è la Nato che è nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perché i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranità limitata. Ma non lo sa nessuno.

L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un risciò, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia più parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernità di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo più in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.
I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della libertà condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perché sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunità parlamentare come Cuffaro, il più amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Dirò solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo però fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni è stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sarà il primo ministro degli Interni con la museruola.

Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.

Il primo referendum.L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamentoordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.00 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio! pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono

Beppe Grillo

Fonte: www.beppegrillo.it