L’allungamento della vita media in tutta Europa (dove si contano 60 milioni di anziani) ma, in particolare in Italia che ha già vantato il primato di paese più vecchio d’Europa, unitamente ai cambiamenti intervenuti nella composizione e nello stile di vita delle famiglie ha prodotto seri problemi sul fronte dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Se facciamo il confronto tra il nostro Paese e la situazione nel resto d'Europa vediamo che negli ultimi dieci anni l'offerta pubblica di servizi domiciliari è sì cresciuta in tutta l'Europa meridionale, però non ha raggiunto i livelli garantiti nel resto del continente. Anche se nei paesi del Nord la percentuale di utenti raggiunti dai servizi pubblici a domicilio è leggermente scesa (passando dal 14% dei primi anni Novanta ai 13% della metà degli anni Duemila), essa rimane ben al di sopra di quella italiana, dove nello stesso periodo si è passati dal 2 al 5% di anziani assistiti a domicilio a spese pubbliche. La Francia arriva all'8%, la Germania al 7%, la Svezia al 9%, la Danimarca è addirittura al 21%. Mentre la media dell'Europa a 15 è del 10%.
A causa principalmente del costo eccessivo di strutture adeguate ad accogliere disabili, o persone non autosufficienti, in Italia si ricorre sempre più frequentemente all’aiuto di donne immigrate, provenienti prevalentemente da Paesi dell’Europa centro-orientale o, in secondo ordine, dal Sud America e dalle Filippine. Questa scelta offre il vantaggio di mantenere il disabile, molto spesso anziano, nella propria abitazione a costi generalmente inferiori a quelli delle poche strutture esistenti ma, d’altro lato, offre spesso anche seri svantaggi legati sia al rifiuto che soprattutto l’anziano può opporre ad una estranea che entra nella sua casa e nella sua vita, sia alla scarsa preparazione di cui la persona incaricata dispone.
Sostanzialmente è comunemente diffuso affidare un anziano totalmente o parzialmente non autosufficiente ad una donna straniera che non ha le competenze professionali per la cura di questa persona, con una serie di problemi che ricadono sull’assistito, sulla sua famiglia e sulla badante stessa.
Purtroppo, e nonostante tutto, il nostro Paese è ultimo in Europa per l’assistenza pubblica agli anziani e primo per l’impiego delle badanti. Siamo il fanalino di coda per i servizi pubblici destinati alla non autosufficienza con il primato negativo della mancanza di servizi domiciliari pubblici dei quali può beneficiare, come dicevo, solo il 5% degli anziani non autosufficienti lasciando campo libero alle badanti che entrano nel 13% delle case italiane evidenziando un fenomeno che solo in Italia è così diffuso.
In Danimarca, per esempio, le badanti non esistono: gli anziani non autosufficienti sono ospitati in stanze singole dentro a istituti arredati come appartamenti, e le spese le paga lo Stato. Strutture di questo tipo sono diffuse in tutti i Paesi del nord Europa, specie per chi non può rimanere solo la notte; ma esistono aiuti di vario tipo, a seconda della pensione e dei bisogni dell'anziano.
In Francia gli assistenti domiciliari li manda il Comune, e le spese sono detraibili dal 10% al 100%.
In Irlanda e Gran Bretagna esistono agenzie di assistenza specializzate a cui rivolgersi. Dublino permette di scaricare fino a 50 mila euro, Londra paga le spese o dà la stessa cifra direttamente alla famiglia.
In Irlanda e Gran Bretagna esistono agenzie di assistenza specializzate a cui rivolgersi. Dublino permette di scaricare fino a 50 mila euro, Londra paga le spese o dà la stessa cifra direttamente alla famiglia.
In Spagna è previsto un contributo statale, fino a 500 euro al mese, purché il contratto sia regolare.
In Germania, invece, qualche caso di badante senza contratto è stato riscontrato, ma sono poche. I servizi sociali, infatti, seguono a domicilio gli anziani anche per cinque ore al giorno e i non autosufficienti hanno strutture specializzate. Ed è tutto già pagato: nello stipendio è previsto un contributo per l'assistenza in età avanzata. Da noi, invece, con il primato europeo nell’utilizzo delle badanti, le famiglie con anziani non autosufficienti arrivano anche a dover vendere la casa per poterle pagare.
In Germania, invece, qualche caso di badante senza contratto è stato riscontrato, ma sono poche. I servizi sociali, infatti, seguono a domicilio gli anziani anche per cinque ore al giorno e i non autosufficienti hanno strutture specializzate. Ed è tutto già pagato: nello stipendio è previsto un contributo per l'assistenza in età avanzata. Da noi, invece, con il primato europeo nell’utilizzo delle badanti, le famiglie con anziani non autosufficienti arrivano anche a dover vendere la casa per poterle pagare.
Secondo noi, oltre ai già noti servizi sociali erogati alle famiglie degli anziani non autosufficienti e ai disabili, è arrivato il momento, anche per l’Italia, di una legge ad hoc che favorisca l’istituzione di cooperative dove tanti disoccupati, previa formazione specifica, possano inserirsi in un nuovo “servizio alla persona” che sostituisca il sistema “privatistico” delle Badanti e dove lo Stato possa contribuire alle spese in proporzione inversa al reddito della famiglia stessa. Con il risultato, tra l’altro, di dare un lavoro regolare e non “in nero”, anche in part-time, a tantissime persone con famiglia a carico che si trovano anch’esse in difficoltà.
WalBi

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